Esperto di Calcio

13 gennaio 2013

L'unione fa la forza: la Lazio di Petkovic


La vera sorpresa di questa Serie A è la Lazio di Petkovic. Io per primo non ero convinto del nuovo corso biancoceleste, ma devo fare mea culpa. Il tecnico è preparato, colto e da alla squadra un gioco davvero bello e divertente. Petkovic è stato davvero bravo, ha saputo adattare il suo gioco ai ragazzi più talentuosi della sua rosa, dando alle Aquile un gioco frizzante ed efficace.
Dove può arrivare la Lazio? Difficile sbilanciarsi, ma penso che possa lottare fino alla fine per un posto in Champions League. Sembra pensarla così anche Radu, che però non pone limiti al futuro della Lazio, dichiarando al canale tematico: "L'importante per noi è rimanere dietro la Juve e sono importanti i risultati ottenuti fino ad adesso. Juve irraggiungibile? Parleremo fra 2-3 giornate, con 9 punti in palio. Noi non parliamo di scudetto, ma non parliamo neanche delle vittorie. Festeggiamo appena vinta una partita, ma poi si dimentica tutto. Il segreto della squadra? Siamo molto uniti, gruppo fantastico, stiamo formando una famiglia e se siamo tutti amici i risultati arrivano. Petkovic è stato molto importante, ci dà una grande fiducia. Il nostro obiettivo è arrivare in Champions League, è il sogno di tutti noi e negli ultimi due anni abbiamo perso l'occasione all'ultimo. Quest'anno speriamo di farcela per ascoltare l'inno della Champions".
Molti scambierebbero questo atteggiamento per presuntuoso, ma sarebbe un errore. Un calciatore, uno sportivo in genere, deve andare in campo consapevole dei propri mezzi. Quel pizzico di presunzione ci vuole, serve a rendere al massimo e a non indietreggiare rispetto all'avversario. E' questa la grande forza della Lazio, giocarsela sempre alla pari con tutti, a testa alta. Gli uomini di Petkovic hanno avuto due soli passi falsi veri, a Torino con la Juventus e a Catania. Nelle altre partite, anche in quelle dove il risultato è mancato, non si ha mai avuto l'impressione di una squadra in difficoltà, bensì di una compagine determinata a vincere imponendo il proprio gioco. Forse pensare allo Scudetto è azzardato, ma porre dei limiti sarebbe sbagliato. Ricordate il Verona dell'85 o la Sampdoria del '91? Nessuna delle due era partita coi galloni della favorita, eppure..

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